La mobilità dolce
La stima dei benefici ambientali associati a interventi di mobilità sostenibile: metodologie e risultati.
Studi recenti indicano che la maggior parte degli attuali sforzi della politica dei trasporti si concentra su strategie di “miglioramento” come l’aumento dell’efficienza dei veicoli e del risparmio di carburante, o su strategie per evitare/ridurre gli spostamenti, in cui i chilometri percorsi dai veicoli vengano ridotti o spostati su modalità di trasporto sostenibili (che non emettono CO2 o a basse emissioni di CO2).
Lo sviluppo del Trasporto Non Motorizzato (NMT) è una strategia fondamentale per ridurre le emissioni di CO2. Camminare e andare in bicicletta (“active travel”) potrebbe sostituire almeno in parte gli spostamenti motorizzati e ridurre le emissioni di CO2. Nel Regno Unito, ad esempio, circa un quinto delle emissioni di CO2 e dei consumi energetici per i trasporti è conseguenza di spostamenti in auto, inferiori a 8 chilometri, che potrebbero essere fatti a piedi o in bicicletta.
Conclusioni
Gli spostamenti pedonali e ciclabili che implicano l’impiego della capacità fisica dell’uomo sono definiti come forme di mobilità dolce o mobilità attiva. Essa costituisce la modalità per eccellenza di mobilità urbana sostenibile per molteplici aspetti perché, a differenza del trasporto motorizzato privato, non comporta lo sfruttamento di risorse non rinnovabili, la produzione di emissioni inquinanti e di gas serra in atmosfera, ma piuttosto apporta dei benefici in termini di salute, di coesione sociale e di presidio del territorio. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO, 2016) incentiva i cittadini alla mobilità attiva e sottolinea l’importanza della pianificazione urbanistica e delle politiche dei trasporti per migliorare l’accessibilità e la sicurezza degli spostamenti a piedi e in bicicletta. I risultati presentati dagli studi considerati hanno indicato che le forme di mobilità attiva possono costituire un’alternativa valida alla mobilità motorizzata ricorrendo alla mobilità a piedi per coprire percorsi di breve durata, e alla bicicletta per distanze medio – lunghe.
Alla mobilità attiva può corrispondere un risparmio sulle emissioni di anidride carbonica purché siano rispettate alcune condizioni. La presenza di infrastrutture ciclabili e pedonali, ben ramificate nel tessuto urbano e collegate con i più importanti punti di interesse, può promuovere e favorire l’aumento dell’attività fisica della popolazione.
Ultime notizie
Il piano strategico delle Zone Economiche Speciali
Le disuguaglianze territoriali e la politica di coesione
Il quadro europeo: verso la nuova legislatura 2024-2029
Quadro internazionale e prospettive per l’Agenda 2030
