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Infrastrutture

Le aree metropolitane per attrarre talenti

3 luglio 2024

I luoghi della nuova economia: le aree metropolitane funzionali e le aree metropolitane per attrarre talenti e sviluppare innovazione.

Uno degli obiettivi principali su cui l’Unione Europea si è focalizzata negli ultimi anni, è quello di migliorare la competitività dei suoi stati membri per poter concorrere in un mondo che ha raggiunto un alto livello di integrazione. Competitività significa, quindi, innovazione, che pretende disponibilità di capitale umano altamente qualificato.

L’attrazione dei talenti e lo sviluppo di imprese innovative sono due facce della stessa medaglia, necessarie per migliorare la competitività degli Stati, delle regioni o delle città europee, ma anche come strategia per superare le diseguaglianze spaziali che rendono più difficile il raggiungimento degli obiettivi di coesione sociale, stabilità politica e crescita economica. È constatazione accettata che la capacità di attrarre talenti sia positivamente correlata con il livello di reddito pro-capite, attrazione di talenti che a sua volta è un fattore chiave nello spiegare le differenze nei redditi tra città.

A livello del confronto tra Stati membri, l’Italia si trova in una posizione di difetto rispetto alla media europea per quanto riguarda la capacità d’innovare. Nonostante sia stato registrato un miglioramento dei risultati negli ultimi anni, l’Italia si trova ancora carente rispetto ai paesi europei leader dell’innovazione Danimarca, Svezia, Finlandia, Paesi Bassi e Belgio in termini di popolazione con titoli di studio terziario, di mobilità delle risorse umane, di spese in ricerca e di tecnologie innovative.

Per quanto riguarda le prestazioni in termini di attrattività, il recente Rapporto Annuale Istat 2023 ha evidenziato come l’Italia si trovi in coda alla classifica europea in termini di disponibilità di risorse umane in scienza e tecnologia, in special modo per quanto riguarda scienziati ed ingegneri. Inoltre, l’andamento delle emigrazioni dei laureati italiani è cresciuto sempre più dal 2010 al 2021, con un picco di 18.000 espatri di giovani di 25-34 anni in possesso di almeno la laurea solo nel 2020.

Conclusioni

All’interno del territorio italiano, in primo luogo, i risultati indicano Bologna come leader italiano di competitività, sia dal punto di vista dell’innovazione che da quello dell’attrattività, seguita a stretto giro da Milano che punta sull’innovazione per tenere il passo. Il capoluogo dell’Emilia-Romagna, che gode di vantaggi localizzativi dovuti alla presenza di infrastrutture stradali e ferroviarie che collegano Nord e Sud Italia, riesce ad avere buone prestazioni sia in termini di capacità d’innovare, stimolata da consistenti investimenti, sia in termini di attrattività, grazie alla presenza di un’università d’eccellenza e alle ottime opportunità occupazionali che hanno attratto in città risorse umane altamente qualificate.

In secondo luogo, risulta evidente il divario tra le città del Centro-Nord e quelle del Mezzogiorno, che mostrano deficienze in molte delle dimensioni di competitività. Mentre per le prime è necessario rafforzare capacità d’innovazione e attrattività per avvicinarsi alle città metropolitane europee leader come Copenaghen, Monaco di Baviera o Stoccolma, per le città del Sud Italia e Isole la priorità è non cadere nella trappola della povertà da cui poi sarebbe difficile riemergere.


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