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Trasporti

L’accesso alle infrastrutture ferroviarie

Relazione annuale al Parlamento del 18 settembre 2024, in merito all’attività svolta dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti. L’accesso alle infrastrutture ferroviarie: I canoni di accesso e utilizzo delle infrastrutture ferroviarie - La revisione dei criteri per la determinazione dei canoni - Il nuovo sistema tariffario della rete nazionale - I sistemi tariffari delle reti regionali interconnesse; Le indicazioni e le prescrizioni sui prospetti informativi delle reti regolate; Il Monitoraggio e la vigilanza – La verifica del recepimento delle disposizioni regolatorie da parte del gestore dell’infrastruttura nazionale - La verifica del recepimento delle disposizioni regolatorie da parte dei gestori delle infrastrutture regionali - La verifica relativa all’accesso agli impianti di servizio e ai servizi ferroviari; La notifica di nuovi servizi passeggeri e il test di verifica dell’equilibrio economico dei contratti di servizio.

Le funzioni di organismo di regolazione contemplate all’art. 37 del d.l. n.112/2015, in relazione all’infrastruttura ferroviaria, sono conferite all’Autorità dalla stessa norma che la istituisce e riguardano, in particolare, la definizione dei criteri per la determinazione dei pedaggi da parte del gestore dell’infrastruttura (GI), dei criteri di assegnazione delle tracce e della capacità, nonché la funzione di vigilanza in merito alla loro corretta applicazione da parte dello stesso GI. L’Autorità esercita le proprie funzioni nei confronti della società che gestisce l’infrastruttura nazionale, i. e. Rete ferroviaria italiana S.p.A. (RFI), e dei gestori delle infrastrutture regionali ad essa interconnesse, inoltre, esercita funzioni di controllo affinché il Prospetto informativo della rete (PIR) non contenga clausole discriminatorie e non attribuisca al gestore facoltà discrezionali da poter esercitare nei confronti dei richiedenti.

Ai fini della trasparenza, dell’equità e della non discriminatorietà delle condizioni di accesso e dei canoni, con l’obiettivo di incentivare la concorrenza, l’efficienza produttiva delle gestioni, il contenimento dei costi per gli utenti, per le imprese e per i consumatori, l’Autorità è intervenuta, principalmente con le delibere n. 70/2014 e n. 95/2023. In particolare quest’ultima incide in merito ai canoni di accesso, aggiornando i criteri inizialmente adottati con la delibera 96/2015, confermando un approccio di c.d. “efficient total cost”, che vincola il gestore della rete ferroviaria ad applicare tariffe di pedaggio non superiori a quelle che consentono il recupero dei costi totali (costi operativi e costi di capitale), al netto dei sussidi pubblici, con particolare attenzione ai costi di capitale derivanti dagli investimenti autofinanziati dal GI. Attraverso la citata delibera l’Autorità ha posto in essere le attività propedeutiche all’avvio di procedimenti afferenti alle tematiche di cui alla Misura 10.6 della delibera n. 95/2023, finalizzati, specificatamente, a i) definire un insieme di indicatori utili a misurare le prestazioni del GI.

Problematiche

In ordine all’accesso all’infrastruttura ferroviaria, l’Autorità è intervenuta sulle seguenti problematiche:

  1. limiti di capacita pluriennale di infrastruttura ferroviaria prenotabile tramite accordi quadro da parte dei richiedenti capacità;
  2. criteri di priorità da applicarsi in caso di coordinamento delle richieste di capacità avanzate in sede di allocazione annuale o pluriennale della stessa.

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